Dove avviene il trattamento
I documenti restano sul dispositivo.
Riconoscimento, sostituzione e ripristino avvengono in locale. I file non si caricano da nessuna parte. Solo la chat con l'AI, facoltativa e attiva soltanto con una chiave collegata dal cliente, invia al fornitore scelto il testo già protetto (segnaposto al posto dei dati personali), e solo dopo il controllo finale.
✓ Senza chiavi collegate stacca la rete e continua a lavorare; con la chat, il traffico verso il fornitore è visibile e l'unico verso quel fornitore.
Dal computer escono quattro cose, e una quinta solo se la attivi.
Verifica della licenza, controllo aggiornamenti, l'attivazione della postazione — una volta sola, quando inserisci il codice — e, con la versione gratuita, un numero: quanti documenti hai protetto questa settimana. Non quali, non di che tipo, non quanti dati contenevano. Nessuna delle quattro contiene testo del documento né il nome del file. La quinta è facoltativa: il testo protetto verso il fornitore AI scelto, solo con la chat e solo con una chiave collegata dal cliente.
✓ Guarda il traffico di rete durante un trattamento.
Cosa vede il fornitore AI, con la chat attiva.
Testo con segnaposto al posto dei dati personali. Non i file, non la tabella di corrispondenza fra segnaposto e dati veri, non i dati veri. Un testo con segnaposto è pseudonimizzato, non anonimo: per il GDPR (art. 4, n. 5) resta un dato personale se chi lo riceve può risalire alla persona dal contesto. Il rapporto con il fornitore — contratto, conservazione, eventuale accordo sul trattamento — è del cliente, che usa la propria chiave.
✓ Collega una chiave e guarda cosa parte, confrontandolo col testo originale.
L'attivazione manda dodici cifre, il sistema operativo e la versione.
Le dodici cifre sono derivate da una chiave che sta sul tuo computer: distinguono due installazioni e non permettono di riconoscere una macchina nel mondo. Non mandiamo il nome del computer, che spesso contiene il nome di una persona.
✓ Guarda il traffico quando inserisci il codice di licenza.
Le scansioni si leggono in locale.
Il riconoscimento ottico gira sul dispositivo, con modelli scaricati una volta sola. Nessuna immagine esce.
✓ Stacca la rete e apri un PDF scansionato.
Dove stanno le chiavi
La corrispondenza fra segnaposto e dati veri è cifrata (AES-256-GCM).
La chiave sta nel portachiavi di sistema. Non ne abbiamo copia: se si perde, quei documenti non sono recuperabili nemmeno da noi.
✓ Cerca la voce nel portachiavi del sistema operativo.
Quando il portachiavi non c'è, il programma lo dice.
Senza sessione utente la chiave finisce in un file con permessi ristretti: protezione inferiore, e l'interfaccia lo dichiara invece di nasconderlo.
✓ Avvialo senza sessione grafica e leggi l'avviso.
La licenza si verifica senza collegarsi.
Certificato Ed25519, chiave pubblica dentro il programma. Nessun server deve rispondere perché tu possa lavorare.
✓ Attiva la licenza, poi lavora offline.
Cosa vediamo noi
Licenze, indirizzi email, dati di fatturazione.
Per questi siamo titolari autonomi, come ogni fornitore che emette fatture.
✓ Chiedi l'estrazione dei tuoi dati: è quello che c'è.
Non vediamo i documenti, il loro contenuto, né i nomi dei file.
Non è una promessa organizzativa: non esiste un percorso tecnico che ce li porti. Sui documenti non siamo responsabili del trattamento, perché non lo eseguiamo.
✓ Ripeti la verifica del traffico su un documento con un nome riconoscibile.
Come si dimostra di averlo fatto
Ogni documento trattato può produrre un'attestazione firmata.
Quale file (per impronta), quando, su quale installazione, quante occorrenze per categoria, se veniva da una scansione, se una persona ha riletto. Nessun valore dentro: solo conteggi.
✓ Producine una e cercaci dentro un dato personale.
Quello che l'attestazione NON è, scritto dentro l'attestazione.
Non è una firma qualificata eIDAS, e non è il registro dell'articolo 30. È una prova di integrità di ciò che è stato fatto.
✓ Leggi il documento: c'è scritto in chiaro.
Dove si ferma
Il riconoscimento non trova tutto, e nessuno strumento può.
Con certezza ciò che ha una cifra di controllo — codice fiscale, partita IVA, IBAN, carta — perché la verifica. Il resto con buona affidabilità.
✓ Provalo su un documento tuo e guarda cosa segnala.
Su una scansione la copia resta bloccata finché una persona non conferma.
L'OCR può perdere un dato senza che nessuno se ne accorga. L'attestazione dice «riletto da una persona» solo se qualcuno ha premuto quel pulsante.
✓ Apri una scansione e prova a copiare prima di confermare.
Prima di far uscire il testo il programma lo rilegge.
Cerca ciò che è rimasto, compresi i dati mimetizzati con caratteri invisibili o lettere somiglianti. Se il controllo non riesce, il testo non esce.
✓ Incolla nel documento un carattere invisibile e prova a esportare.
Domande a cui questa scheda non risponde: privacy@obscuria.it. La pagina «Come è fatto» sul sito porta le stesse affermazioni per esteso.