GDPR e AI
GDPR e intelligenza artificiale: le misure che il titolare può dimostrare
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In breve: il GDPR non vieta di usare l'intelligenza artificiale su documenti che contengono dati personali. Chiede che il titolare del trattamento adotti misure adeguate e sia in grado di dimostrarlo (art. 5, par. 2 e art. 24). Non chiede la perfezione: chiede prove. Questa pagina elenca quelle misure articolo per articolo, e riporta quanto funziona davvero il riconoscimento automatico dei dati, misurato.
Perché «dimostrare» conta più di «proteggere»
In un controllo, o davanti al reclamo di un cliente, la domanda non è se lo studio ha fatto del suo meglio. È che cosa può mostrare. Un'impostazione predefinita che protegge senza che nessuno debba ricordarsene, un registro delle operazioni, una scheda pronta per la valutazione d'impatto: sono queste le cose che reggono. Una promessa del fornitore, da sola, no.
Le misure, articolo per articolo
| Articolo | Cosa chiede | La misura, come la applica obscurIA |
|---|---|---|
| Art. 4 n. 5 | Pseudonimizzare: le informazioni per risalire alla persona tenute separate e protette | Segnaposto al posto dei dati; corrispondenza cifrata solo sul dispositivo; ripristino possibile solo con un token segreto |
| Art. 5.1.c · 25.1 | Minimizzazione e protezione fin dalla progettazione | All'AI arriva solo il testo protetto; il documento non lascia il computer; il controllo finale si ripete nel punto esatto in cui il testo esce |
| Art. 25.2 | Protezione per impostazione predefinita | Rilettura e conferma di ogni testo prima che vada all'AI o venga esportato, attiva senza che nessuno debba ricordarsene |
| Art. 5.1.e | Conservazione limitata | Scadenza dei documenti salvati (7, 30, 90, 365 giorni o «mai»), con cancellazione e compattazione dell'archivio |
| Art. 32 | Sicurezza adeguata al rischio | Archivio locale cifrato, chiavi nel portachiavi di sistema e azzerate in memoria, credenziali riconosciute e coperte |
| Artt. 9 e 10 | Categorie particolari e dati giudiziari | Riconoscimento dedicato di salute, fede, politica, sindacato, vita sessuale, dati genetici e biometrici, condanne; segnalazione se il testo ne parla ancora |
| Art. 5.2 · 24 | Responsabilizzazione: poter dimostrare | Registro delle operazioni senza contenuti, a prova di manomissione; attestazione per documento con soli conteggi |
| Art. 35 | Valutazione d'impatto | Scheda per il DPO con flussi, dati, misure e rischio residuo misurato |
Quanto è affidabile il riconoscimento automatico? Lo abbiamo misurato
Abbiamo sottoposto il riconoscimento a quattro raccolte di documenti scritti da terzi che non conoscevano il motore: verbali, cartelle cliniche, contratti, estratti conto, chat, file di configurazione, moduli in inglese. In tutto 523 documenti e 4.887 dati personali da trovare.
| Raccolta | Documenti | Dati da trovare | Riconosciuti dal motore |
|---|---|---|---|
| 1 | 104 | 1.000 | 82% |
| 2 | 122 | 1.380 | 86% |
| 3 | 146 | 1.176 | 89% |
| 4 | 151 | 1.331 | 88% |
I codici con una cifra di controllo, come il codice fiscale, e le chiavi API non sono mai sfuggiti. Quello che sfugge sono soprattutto nomi propri citati da soli, date, documenti e targhe stranieri, frasi sanitarie o religiose scritte in modo insolito. La conclusione è semplice: nessuno strumento automatico può promettere onestamente dati «anonimi al 100%», e diffidare di chi lo fa è già una misura di prudenza.
Perché serve la rilettura umana
Se la macchina riconosce circa nove dati su dieci, la misura che copre il decimo è che una persona rilegga il testo protetto prima che esca. È il senso della protezione per impostazione predefinita (art. 25, par. 2): in obscurIA ogni testo si rilegge e si conferma prima di andare all'AI o di essere esportato, e la conferma resta nel registro delle operazioni. Il titolare può limitare la rilettura ai testi più delicati: è una sua scelta, e anche quella resta registrata.
Cosa preparare per la valutazione d'impatto (DPIA)
- I flussi: cosa resta sul computer, cosa arriva al fornitore AI, cosa arriva al produttore del software.
- Le categorie di dati trattate, comprese quelle particolari degli articoli 9 e 10.
- Il fornitore AI scelto, la base giuridica e l'accordo sul trattamento con lui.
- Le misure della tabella qui sopra, con il rischio residuo misurato e la rilettura che lo copre.
- Chi può ripristinare i dati veri, e per quanto tempo si conservano i documenti.
Per questi punti obscurIA mette a disposizione la scheda per il DPO e, per ogni documento, un'attestazione firmata che riporta solo i conteggi per categoria, mai i valori. Il dettaglio tecnico è nella pagina Sicurezza e privacy.
Cosa la pseudonimizzazione non fa
Un testo pseudonimizzato resta un dato personale per il GDPR (considerando 26), perché la corrispondenza esiste; e il contesto può rendere riconoscibile una persona anche senza nome. La differenza fra le due operazioni è spiegata in Dati anonimi o pseudonimizzati?. Infine, uno strumento protegge ciò che passa da lui: quello che si scrive direttamente sul sito di un servizio AI va governato con una regola interna.
Articolo informativo, non un parere legale. Le misure qui descritte aiutano il titolare a sostenere la propria conformità; la valutazione sul caso specifico resta sua e del suo DPO.